piccolo corso d'acqua
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Ponte
Cominciavo così il mio racconto nella prima pagina all’inizio del sito quattro anni fa.
“Andando verso il Po, superate le ultime cascine di Verolengo si passava, seguendo quella strada sterrata, su di un ponticello fatto di traverse di legno che scavalcava un piccolo corso d’acqua trasparente su cui volavano miriadi di piccole libellule azzurre. Quello era il CornoChiaro.”


Non è nostalgia. Vivo bene il presente e sono curioso sul futuro.
Ma le cose stanno cambiando, alcune però non nel verso giusto.

Il ponte di legno non c’è più da anni ormai, al suo posto c’è un ponte di cemento (ultimamente dotato anche di sponde). Più robusto e non richiede manodopera.
Ma è più bello e suggestivo del vecchio ponte di legno?
Ti puoi chinare in ginocchio a guardare l’acqua tra una traversa e l’altra?

Un luogo naturale che ami, che frequenti costantemente, che osservi nei suoi cambiamenti stagionali diventa anche un poco tuo.
Questo luogo ti regala ricordi di momenti belli, ti riappacifica l’animo e saprà farsi a sua volta ricordare con nostalgia.

Il CornoChiaro, per me, è uno di questi luoghi. Un piccolo specchio della mia anima che riflette ed evidenzia il mio istinto naturale.

 

Lancone1
Lancone2
Una zona umida e paludosa di nuova formazione
La seconda lanca: più ampia dopo l’alluvione.

Come è possibile tutelare il CornoChiaro? Secondo me con l’educazione ambientale!
Educazione ambientale che si acquisisce con attività didattiche, di informazione e di salvaguardia ma anche con rigidi controlli ed inevitabili sanzioni ai recidivi.
Il CornoChiaro oltre a entrare a far parte delle Aree protette della fascia fluviale del Po dovrebbe diventare un parco naturale di interesse provinciale accomunando, nella responsabilità di tutela ambientale, tutti i Comuni della Provincia di Torino interessati dal suo corso: Chivasso, Verolengo, Lauriano, San Sebastiano, Monteu da Po. Attualmente solo la parte finale del CornoChiaro è un’area protetta, quella interessata al Parco del Po, la zona prospicente la confluenza con la Dora Baltea: la riserva naturale speciale del Baraccone che occupa 1.568 ettari. Quast’area si è conservata nel tempo anche perchè è in gran parte proprietà privata ed è o era (prima dell’entrata in vigore della legge) adibita a riserva di caccia.


È forse troppo bello sperare in un progetto comune,
tra Provincia, Parco e Comuni interessati, teso ad elevare
il valore naturalistico dell’area, per garantire la tutela
delle biodiversità, l’utilizzo corretto e il suo mantenimento
ed incremento nel tempo.
Ovvero come riporta la Direttiva Habitat:
“favorire il processo di conservazione e miglioramento
delle valenze naturalistiche del sito, integrando le
esigenze di tutela con quelle di sviluppo, qualifica e
valorizzazione delle attività produttive locali...”

Lancone protetto
Tappeto di alghe
Vecchio alveo1
Vecchio alveo2

Un progetto di questa entità è stato portato avanti con successo dal 1995 nel Lago di Candia.
www.parks.it/parco.lago.candia/
La prima esperienza del genere in Italia.
Il progetto riguarda un territorio particolarmente ricco di natura ma anche di presenza umana.
“Da qui nasce il motivo dominante e l’essenza del Parco del lago di Candia: ricercare nuove possibilità di sviluppo e di comportamenti compatibili tra lo sviluppo dell’uomo e il mantenimento degli equilibri naturali.
Da questi propositi è stato creato un piano di recupero e di piena valorizzazione della palude sotto l’aspetto sia naturalistico che di fruizione.
Indispensabile è stato il coinvolgimento degli amministratori e delle popolazioni interessate, attori dello sviluppo locale, orientato verso la sostenibilità”.
Stralcio prelevato dall’articolo: “L’importanza delle zone umide: il lago di Candia” di Marco Delleani;

 

Il CornoChiaro e l’area territoriale che lo circonda possono essere paragonati al sito del lago di Candia. Le risorse non mancano, le zone di interesse naturalistico e paesaggistico nemmeno. È sufficiente adottare una strategia comune che consenta di affrontare la sitazione attraverso una serie di interventi di valorizzazione. Un sogno, un’utopia? Non so, forse il CornoChiaro non suscita troppo interesse ne nella gente ne nelle amministrazioni locali.
Anche se devo dire qualcosa ultimamente si sta muovendo oltre alle mie iniziative, c’è ad esempio il progetto di recupero ambientale dell’Istituto Comprensivo di Verolengo in collaborazione con il Comune.
www.anisn.it/scuola/eduambient/lanca/corno.htm

Sarebbe bello pensare a questa comunità di intenti che porti all’identificazione di un luogo in cui si va per trovare contatto con la natura che è e rimarrà sempre la nostra vera identità terrestre.

Cascata

Tronco
Limpido
Caldo tramonto