piccolo corso d'acqua
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Ho scoperto il Corno Chiaro quando avevo 7 o 8 anni. Era la fine degli anni '50. Lunghi pomeriggi estivi a pescare sul Po, con mio cugino Fernando, a volte fin oltre il tramonto obbligando mio zio Renato a venirci a cercare con la Bianchina, che fendendo il buio con i fari, ci consentiva di rientrare in bicicletta senza ruzzolare a causa delle buche presenti sulla strada sterrata. Andando verso il Po, superate le ultime cascine di Verolengo si passava, seguendo quella strada sterrata, su di un ponticello fatto di traverse di legno che scavalcava un piccolo corso d'acqua trasparente su cui volavano miriadi di piccole libellule azzurre.
Quello era il Corno Chiaro. Ci si fermava sempre in bicicletta sul ponte. Era come un rito. Alcuni minuti in silenzio, immersi in quella pace quasi irreale. Lo faccio ancora oggi anche se quel ponte è di cemento e l'acqua, forse, non è più così trasparente.
Si vagheggiava da dove arrivasse quel corso d'acqua, nessuno di noi ragazzi lo immaginava. Era talmente immerso nella vegetazione più inestricabile che qualsiasi nostra spedizione esplorativa lungo le sue rive era destinata, prima o poi, alla resa.

canale Cavour


L'ipotesi più accreditata era comunque che, molto molto lontano da noi, il Corno Chiaro, spuntasse da sotto terra.
Ancora oggi sorrido e mi meraviglio di quanto sembrasse sconfinato il nostro piccolo caro mondo.
Sul Corno Chiaro ogni tanto si vedeva passare, guidata da un pescatore, una lunga e sottile barca, forse l'ultima barca tipica del Po. Io pensavo che sarebbe stato bello poterne avere una per esplorare il corso d'acqua e così scoprire la sorgente.

Un affettuoso ricordo lo devo, per quegli anni felici, anche a "Carletu", era il papà di Silvio, compagno di tante avventure infantili. Carletu era più bambino di noi, ci insegnò a conoscere e rispettare il fiume, a nuotare, a tirare con archi e frecce costruiti da noi. Era la chioccia che ci accudiva, l'insegnante di doposcuola, l'esempio da seguire. Ci incoraggiava sempre e non ci lesinava mai un "bravo".

Grazie per essere esistito, Carletu.

ambiente fluviale

Canale Cavour
Poi, per qualche anno, arrivata l'adolescenza, prima il collegio poi i casi della vita mi tennero lontano dal Corno Chiaro. Lo riscoprii agli inizi degli anni '70. Ridiventò meta delle scampagnate domenicali con amici e dei momenti di solitudine dove cercavo una risposta a problemi esistenziali. Era uguale a come lo ricordavo, ed è in quel periodo che ho cercato di scoprire di più sul suo percorso anche se alcuni tratti non erano raggiungibili e quindi continuava ad esserci, per me, un alone di mistero sul percorso e sulla provenienza

sorgenti del Po

ecologia

pagaiare sul Po

Parco fluviale del Po


Qualche anno dopo mi feci un'idea definitiva del suo corso cercando e percorrendo tutte le stradine di campagna e i sentieri paticabili che giungevano all'acqua. Non crollò il mito della sorgente nemmeno quando finalmente ci arrivai.

La portata d'acqua del Corno Chiaro era dovuta in parte all'intervento dell'uomo tramite una chiusa di scarico dal canale irriguo "Cavour" anche se lungo il percorso riceveva acqua da rogge e da fontanili. Rimanevano ancora dei lunghi tratti difficili da raggiungere specie nella prima parte dove il corso d'acqua era stretto e letteralmente ricoperto di vegetazione.



Quasi tutte le immagini di questo sito risalgono all'inizio degli anni '80 quando entrai in possesso di un kajak e cominciai l'esplorazione del Corno Chiaro. Per alcuni anni il Corno Chiaro mi riservò continue sorprese, i pomeriggi estivi erano ritornati per incanto come quelli della fanciullezza. Bastava mettere il kajak in acqua e dopo alcune pagaiate si entrava in un altro mondo, verde,ovattato e inesplorato con un punto di vista unico. Pezzo per pezzo, tratto dopo tratto l'ho percorso tutto più volte, notando i piccoli e grandi cambiamenti ad ogni stagione fino al primo sconvolgimento, la piena del Po del 1994.

Parco del Po


In uno di questi pomeriggi estivi, tra i più belli della mia vita, percorsi il Corno Chiaro dalla Prima Lanca, a ritroso, fino alla chiusa (prima che il tratto fosse tagliato in due dalla strada per il nuovo ponte Bailey sul Po). Esplorazione condotta non senza difficoltà perchè il corso d'acqua a volte veniva risucchiato da repentine correnti causate da strettoie oppure, quando pagaiare diventava arduo per causa del poco spazio disponibile perchè chiuso da macchie quasi inestricabili di salici, canne, rovi e alberi caduti che sbarravano il passo.
Ben diverso era il lungo tratto tra la Prima e la Seconda Lanca dove il Corno Chiaro si allargava e dove si trovavano facili guadi e punti per mettere in acqua la canoa o approdare.
bosco