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lanca 1

La Prima Lanca, mi lega ai ricordi più intensi, sarà perchè è la più vicina al ponte di legno, o forse perchè è sempre stata molto meno frequentata da pescatori e da villeggianti domenicali.
È la più selvaggia, da ragazzi si mitizzava la profondità delle sue acque scure, poi la piena del Po del 1994 contribui a cambiarle fisionomia, fu quasi colmata da detriti e sabbia, ma non perse il suo fascino.
Dalla Prima Lanca partii quel giorno di quasi 20 anni fa per l'esplorazione del tratto fino quasi alla sorgente, circa 4 km contro corrente immerso in un verde amazzonico. Ogni ansa, ogni tratto, ogni piccolo cambiamento del corso d'acqua erano una novità ed una sorpresa, c'erano punti talmente fitti di vegetazione che era impossibile scorgerli dalla riva. Era il coronamento di un sogno. Se uno potesse tornare indietro per rivivere dei momenti passati della propria vita questo sarebbe certamente uno di quelli.

Il tratto tra la Prima e la Seconda Lanca passa a sud dell'abitato di Verolengo. A metà strada tra le due lanche c'è la vecchia e diroccata "Colonia". Della Colonia ho un debole ricordo risalente alla fine degli anni '50, a quei tempi li c'era il campo di calcio della vecchia squadra del Verolengo, quello era il luogo delle scampagnate domenicali. Mi ricordo papà e io sul seggiolino della bici, si passava davanti alla tessitura Peretti, dove lavorava la mamma, e dove mi accompagnava nonno ad aspettarla alla fine della giornata di lavoro.

È lungo questo percorso che si mi riservò una delle sorprese più malinconiche. In un tratto, vicino alla zona degli orti, trovai sul fondale i resti della vecchia barca che vidi per l'ultima volta da ragazzo. Nella Seconda Lanca c'era un'ansa di acqua stagnante preferita da alcune coppie di aironi cenerini che annualmente nidificavano, quando li scoprii stetti, in seguito, ben attento a non disturbarli troppo.

lanca 2

kajak sul Po

Nel tratto tra la Seconda e la Terza lanca c'è ancora traccia del vecchio alveo del Po. È un ramo del Corno Chiaro alimentato da un fontanile dove l'acqua, di una profondità intorno ai due metri, è sempre stata straordinariamente limpida. Questo tratto era ed è il preferito dai castorini (meglio conosciute come nutrie), era uno spettacolo vederli nuotare sul fondo sotto al kajak assieme ad enormi cavedani.
Dopo l'ultimo guado c'era il tratto più bello di tutto il Corno Chiaro. Il corso d'acqua si allargava un po', diventava calmo e placido e si immetteva in mezzo a canneti palustri e a salici, le due fotografie a seguire testimoniano proprio la bellezza perduta di questo tratto. Perduta perchè, questa zona, purtroppo ha subito grandi sconvolgimenti già dalla piena del 1994, l'enorme massa d'acqua portata dal Po ha divelto tutto e scavato il letto del Corno Chiaro fino a farlo diventare una grande lanca, larga 30/40 metri e lunga più di 400 metri, dalle rive erose e franate, collegata alla Terza Lanca quasi senza soluzione di continuità.

 

lanca 2

navigare sul Po

natura incontaminata


lanca 3

 

La Terza Lanca era ed è la più grande. Meta di molti pescatori è sempre stata, per via dell'erosione causata dalle piene periodiche, notevolmente profonda: fino a 4/5 metri vicino agli argini nord.
Al termine verso il fondo della lanca, prima del 1994, c'era un isolotto che era il punto di osservazione di un martin pescatore.
La Terza Lanca è relativamente giovane, prima degli anni '50 li c'era il fiume Po, che poi anno dopo anno si è spostato più a sud. Difatti, il Corno Chiaro passata la lanca, si estende ancora per un tratto di 300/400 metri e dopo una doppia strettoia a gomito si allarga e confluisce definitivamlente nel fiume.


Ci sono tornato spesso qui, immettendomi con il mio kajak nel Po e raggiungendo il punto in cui confluisce con la Dora Baltea, dove inizia il Bosco della Partecipanza, una delle zone più belle del parco fluviale del Po.
Però era più bello rientrare nella calma e nel verde del Corno Chiaro, era come ritornare a casa.

lanca 3
cavedano